search burger
search ×

Vinitaly riapre dopo due anni

Verona dal 10 al 13 Aprile

By Gianfranco Gatta

Finalmente dopo due anni a Verona torna Vinitaly, la Fiera del vino forse più importante al mondo.

E’ un segno che, seppur a fatica, ci stiamo lasciando alle spalle due anni di terribile pandemia ed è una speranza che se pur in tempi di guerra la vita continua con ostentato ottimismo; sono segnali che fanno bene allo spirito collettivo.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da 5StarWines - the Book (@5starwines)

Fin dalla sua nascita,1967, Vinitaly ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di tutto il reparto enologico italiano che nel 2021 ha prodotto un fatturato record di 12 miliardi di euro, con un aumento delle esportazioni del 15%, posizionando l’Italia come leader mondiale della produzione di vino, davanti a Francia e Spagna. Ha contribuito alla promozione di distillati e olio d’oliva e nel tempo si è fatto ambasciatore all’estero, portando sezioni della Fiera in giro per tutto il mondo. Per oltre cinquant’anni ha contribuito a “far sistema” rappresentando il Made in Italy.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Vinitaly Official (@vinitalyofficial)

Quest’anno prenderanno parte circa 4.440 espositori, 700 buyer professionisti provenienti da 50 paesi; alberghi e b&b registrano sold out in vista di un’affluenza di 155.000 visitatori. Numeri importanti che non mettono al riparo la manifestazione da alcune critiche provenienti da più parti.

Cristiana Lauro, cronista del vino e scrittrice, in suo articolo per “Dagospia” annuncia che dopo diciott’anni rinuncia ad andare alla Fiera, trovandola obsoleta ed evidenziando l’eccessivo costo del biglietto per i visitatori comuni, 100 euro.

Non sono pochi i produttori che sollevano forti dubbi sul modello Vinitaly a cominciare da Matteo Ascheri, imprenditore del vino e presidente del Consorzio di tutela di Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani che in un’intervista a Maria Chiara Giacosa, “La Repubblica”, mette in evidenza sia gli alti costi di partecipazione, ben 20mila euro per 16metri quadrati di stand che la necessità di ripensare al modello Fiera, ormai del tutto obsoleto. La sua proposta non è priva di logica: “Le Langhe e il Monferrato sono un unicum, un ecosistema: chi vuol conoscerci deve venire a vederci. Come si fa per la barriera corallina: non la si porta in mostra in giro per il mondo, se vuoi vederla vai dove c'è.”

Considerazioni interessanti ma come si dice: “Non si butta l’acqua sporca con tutto il bambino”, quindi è importante che quest’anno la Fiera del vino riparta e che riprenda il suo ruolo internazionale, per le necessarie correzioni appuntamento al 2023.

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Vinitaly Official (@vinitalyofficial)