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Perché ci sono tabù beauty che ancora non riusciamo a superare?

Abbiamo chiesto alla nostra community di parlarci dei loro tabù beauty

By Elisa Grasso

Per quanto si possa parlare di auto accettazione, body positivity e normalizzazione del corpo umano, è evidente che ancora ci siano moltissimi passi in avanti da fare. Più che passi, salti veri e propri.

Basti pensare a tutto il polverone sollevato per Armine Harutyunyan, modella di Gucci di origine armena, verso cui si è scatenata una tempesta di commenti velenosi e sconvolgenti solo perché i suoi lineamenti audaci e le sue sopracciglia foltissime sono distanti dagli standard di bellezza convenzionali.

Questi standard ovviamente fanno parte anche della nostra vita di tutti i giorni, ragione per cui uscire di casa senza trucco, vestirsi come si desidera o andare al mare senza sentirsi a disagio siano purtroppo ancora un vero calvario (ma non per tutti, per fortuna).

Proprio partendo da questa considerazione abbiamo pensato di fare un piccolo sondaggio ponendo la domanda:

“Qual è il beauty tabù che vorresti superare?”

Ecco un riassunto delle risposte:

Cellulite, brufoli e peli su ogni parte del corpo, punti neri, pori dilatati, smagliature, imperfezioni della pelle, indossare capi che mostrino pancia e cosce e qualunque elemento che si allontani dagli standard di bellezza di una determinata cultura o un determinato luogo.

Grazie al cielo su Instagram ormai è sempre più frequente vedere donne che non hanno alcun timore a mostrare brufoli, smagliature, peli, rotolini, capelli bianchi e situazioni da “everyday life” cercando di dare un calcio in quel posto chiamato "culo" ai migliaia di filtri utilizzati per le stories che cercano in tutti i modi di darci un’immagine di noi che non corrisponde alla realtà. Visi piallati, colorito perfetto, zero occhiaie, occhi allungati e altre cose da panico.

Questa continua ossessione per la perfezione può davvero diventare tossica, provocando una visione totalmente distorta del proprio aspetto e alimentando un’insicurezza che non dovrebbe neanche esistere, solo perché qualcuno ha deciso che “quella cosa non va bene”.

Mostriamoci per ciò che siamo, compresi pori dilatati e cellulite, e smettiamo di essere schiavi di questi standard che non fanno altro che allontanarci da un elemento preziosissimo per il nostro benessere: la consapevolezza che ogni cosa è bellezza.