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Ciao Elisabetta: il regno iconico di una regina riluttante

Il ponte di Londra è caduto. È morta a 96 anni la regina Elisabetta d’Inghlterra. Il suo regno, durato 70 anni, è stato il più lungo della storia della Gran Bretagna. Acrimònia ricorda con questo servizio una grande donna che il mondo non dimenticherà.

By Francesca Parravicini

La foto che documenta l'evento è a dir poco favolosa e pare una meme: la regina Elisabetta II che avvolta in un abito turchese pasticcino, con tanto di borsetta al braccio, conficca un maxi-coltello in una torta, sotto gli sguardi deliziati e terrorizzati dei presenti. L'occasione è più unica che rara: quest'anno la monarca aveva festeggiato infatti il Giubileo di Platino, 70 anni sul trono, 'battendo' la regina Vittoria, arrivata a 63 anni di regno e stabilendo un nuovo primato nella storia della monarchia inglese.

Non male per una 'ragazza' che non sarebbe dovuta diventare regina.

Regina non per scelta

Forse non tutti sanno che Elisabetta, pur facendo parte della famiglia reale, non era la prima scelta per l'elezione al trono. In principio fu uno scandalo: il sovrano reggente, Edoardo VII, fratello di Giorgio, padre di Elisabetta e Margareth, si innamora dell'affascinante socialite (e pluri-divorziata) Wallis Simpson: per lei abdica al ruolo, passando di fatto la patata bollente a Giorgio, che nonostante un carattere più timido (e un problema di balbuzie), diventa re. E alla sua morte, nel 1952, Elisabetta, che era già sposata con Filippo da 5 anni assume il ruolo di regina.

Una donna, una nazione

Tuttavia è indubbio che sin dalla più tenera età, la vita di Elisabetta sia stata legata al pubblico, alla collettività: a soli 14 anni tiene il suo primo discorso alla radio dove si rivolge ai bambini del Commonwealth, costretti ad evacuare le loro case in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Da allora la sua è stata una vita sotto i riflettori, con la sua incoronazione che è stata la prima ad essere stata trasmessa in televisione.

 
 
 
 
 
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Eppure c'è sempre stato qualcosa di estremamente sfuggente e misterioso in questa sovrana. Elisabetta sembrava incarnare l'essenza della perfetta monarca, che non è quasi più una persona fisica, ma un emblema, un simbolo, la corona stessa, la monarchia stessa, un punto fisso in un mondo che cambia, nonostante tutte le sue grandi contraddizioni.

 
 
 
 
 
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Nel corso della sua vita ha assistito ad eventi epocali, crisi, guerre, incredibili cambiamenti sociali, ha vissuto grandi gioie, come le nascite di otto nipoti e ben dodici pronipoti e grandi dolori, come la recente morte dell'amatissimo marito Filippo; ha visto succedersi 14 primi ministri e ha visto la monarchia cambiare volto: un'istituzione che ha continuato a suscitare fascino, ma anche aspre critiche, a cominciare dalla vicenda di Diana, un'outsider che è stata divorata da un sistema di cui non faceva parte e le recenti vicende di Meghan ed Harry, fuggitivi da corte. Da un lato abbiamo il lato più 'moderno' della monarchia inglese, rappresentato da Kate e William e poi c'è lei, Elisabetta, che rappresentava un passato che forse non esiste più, ma che in un certo senso è riuscito ad evolvere e a imporsi, forse perché qualcosa di stabile.

E allora questa donna dall'espressione severa ma benevola, con i suoi tailleur pastello, è diventata una figura pop, amata proprio per la sua iconografia, memizzata, amata, immortalata da una serie pazzesca come The Crown, satirizzata in The Prince, resa tenera nel cartoon Rex - Un cuocciolo a palazzo (ricordiamo che la Queen è una grande fan dei mitici corgi). Volto di improbabili gadget per i turisti e volto della nazione.

 
 
 
 
 
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Un personaggio che ha ridefinito la storia moderna e contemporanea da cui non possiamo sfuggire.