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Britney Spears, Miley e le altre: quando la fama fa male

Il successo ha spesso un prezzo molto alto. Che ricade su giovani donne alla ricerca di loro stesse, come messo in luce dal caso #FreeBritney

By Francesca Parravicini

Nell'episodio "Rachel, Jack and Ashley Too" della serie distopica più creepy e creativa degli ultimi anni (ovviamente stiamo parlando di Black Mirror), la giovane protagonista Rachel è una ragazza insicura, ossessionata dalla popstar Ashley O, interpretata da Miley Cyrus. Se Rachel trae sicurezza e conforto dall'immagine e dalle canzoni di Ashley, che appare sempre perfetta, con il sorriso sulle labbra e una serie di slogan fintamente empowering, Ashley vive una vita non proprio scintillante: prigioniera di una zia manager che la vede come una macchina da soldi e la riempie di psicofarmaci (che lei riesce a nascondere) confida i suoi pensieri più cupi a un diario.

Una volta scoperta viene indotta a un coma farmacologico e i suoi pensieri vengono estratti dal suo cervello con un computer e trasformati in canzoni (ripulite da tutti i pensieri negativi ovviamente).

Una vicenda che in forma iperbolica sembra quasi evocare le ultime notizie sulle sorti di Britney Spears (di cui abbiamo parlato qui) e del movimento #FreeBritney.

La zia considera Ashley non come una persona, con le sue normalissime debolezze e fragilità ma come un brand, da vendere sotto forma di gadget, bambole con intelligenza artificiale, ologrammi da proiettare in arene per concerti, l'ologramma è la persona, il problema è che l'ologramma non si stanca mai, la persona in carne ed ossa sì.

 
 
 
 
 
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Black Mirror 6/5 #AshleyToo 💜

Un post condiviso da Miley Cyrus (@mileycyrus) in data:

Può sembrare uno scenario decisamente apocalittico, eppure ci sono situazioni reali che spesso non si discostano poi così tanto dalla fantasia. Quante volte ci è capitato di guardare le dive che amiamo con ammirazione e abbiamo desiderato di avere le loro vite che apparentemente sembrano così patinate e perfette? Eppure spesso non è così.

Lo scenario è sempre molto simile: ragazze che diventano famose giovanissime, con un'immagine precisa e ben definita, fatta apposta per essere amata e idolatrata dalle adolescenti (che poi andranno a chiedere ai genitori i soldi per comprare costosi gadget e biglietti di concerti), un'immagine che crescendo diventa stretta e che porta dunque le baby star a ribellarsi, spesso in modi distruttivi o a maturare una sofferenza interiore, il tutto documentato dalla lente dei media, perché si sa, nulla è più appetibile per i media mainstream di una ragazza che si comporta in un modo che può essere criticabile. La fama è bella e luccicante, il mondo pop è parte della nostra vita, ma c'è un lato dark, in cui la sovraesposizione mediatica e la necessità di creare un prodotto di successo, vanno spesso a discapito della felicità di tante giovani donne.

È emblematico il fatto che Miley Cyrus abbia recitato in un episodio di Black Mirror che in un certo senso è simile alla sua stessa vita: diventata famosissima sin da giovane vestendo i panni dell'indimenticabile Hannah Montana nell'omonima serie Disney (chi da piccola non ha cantato almeno una sua canzone, nel buio della propria cameretta?), raggiunge prestissimo un livello di fama impressionante (ci ricordiamo i gadget della serie, che si trovavano ovunque?) che inizia a starle stretta crescendo e che la porta alle trasgressioni dell'era di Bangerz, con il famoso video di Wrecking Ball, dove posa nuda su una palla da demolizione. I media l'hanno ridicolizzata, magari l'abbiamo presa in giro, ma se guardiamo la situazione nel suo insieme, nonforse è normale reagire a una situazione di forte controllo con una ribellione che può parere esagerata?

 
 
 
 
 
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Wanna go for a swim? 🤓

Un post condiviso da BELLA (@bellathorne) in data:

Negli anni successivi Miley ha sperimentato una maggiore libertà creativa, mettendo al primo posto quello che ama, la musica. In varie interviste ha parlato di come Hannah Montana sia stata una parte importante della sua vita, ma crescendo ha sentito che questi panni diventavano stretti, era stufa di essere considerata più una mascot che una persona e che una fama così precoce l'ha lasciata un po' confusa e bisognosa di definire veramente se stessa: "è quello che sto cercando di fare ancora adesso, provare delle identità e vedere quale mi sta meglio". E siamo sicure che prima e poi cara Miley, troverai la tua voce.

Ovviamente i casi di cui potremmo parlare sono veramente infiniti: Selena Gomez, che racconta di come la fama l'ha dovuta trasformare in una persona adulta nonostante fosse ancora piccola, che è una delle giovani donne più seguite su Instagram ma allo stesso tempo vorrebbe nascondersi dalle telecamere e cova una sofferenza che l'ha portata a soffrire di depressione. Demi Lovato che racconta le difficoltà di essere giudicata sin da piccola e di trovare la propria strada su un sentiero che sembra già scritto da altri e si è ritrovata a gestire disturbi alimentari e dipendenze sotto i riflettori. Bella Thorne, che preferisce mostrare se stessa nelle sue imperfezioni e difetti che essere la babystar perfetta che tutti vorrebbero che fosse ancora.

 
 
 
 
 
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My kid’s 4 today, again slow down time🌻

Un post condiviso da Zendaya (@zendaya) in data:

Ovviamente ci sono anche casi i cui la fama precoce viene vissuta con maggiore serenità (vedi Zendaya), ma sono moltissimi i casi di giovani star che maturano un profondo disagio interiore e sono accomunate da un unico grande fattore: la ricerca di loro stesse. In un mondo dove sono definite come immagini perfette, indistruttibili, queste giovani donne sono più che ologrammi, sono persone che meritano un percorso più umano, dove l'espressione di se stessi e il benessere interiore vengono prima della fama.

Un augurio che facciamo alla prossima generazione di stelle.