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Social dating analisi sociologica LGBTQIA+ Acrimònia Magazine

Social, classe e mascolinità gay: le app di dating come spazio di costruzione sociale

Tempo di lettura: 4 min.

Le piattaforme di incontri non servono solo a conoscersi: tra foto, linguaggi e preferenze, diventano spazi in cui classe sociale, corpo e idea di mascolinità influenzano desiderio e riconoscimento.

Le app di dating sono un fenomeno di massa da quasi due decenni. Era il 2009 quando Grindr fece la sua comparsa, introducendo la geolocalizzzazione negli incontri tra persone gay e bisessuali e trasformando radicalmente il modo di conoscersi. Pochi anni più tardi uscì Tinder, forse la più conosciuta e usata tra le app di dating. In un mondo sempre più interconnesso e figlio della recente pandemia, queste applicazioni non hanno rappresentato solo uno strumento per incontrarsi ma veri e propri spazi per conoscersi e per esprimere la propria sessualità.

Col tempo ci si è resi conti che essi sono a tutti gli effetti contesti sociali in cui l’identità viene negoziata e resa visibile. In questo quadro è interessante interrogarsi su come gli uomini gay costruiscano la propria immagine e su come prenda forma quella che viene definita “mascolinità gay”.

Quando si parla di mascolinità si intende un insieme di pratiche, aspettative e rappresentazioni che cambiano nel tempo e nei contesti sociali. Anche la mascolinità gay, quindi, non è un esperienza unica e omogenea. All’interno delle società occidentali, storicamente strutturate su modelli patriarcali, essa si è sviluppata in relazione e spesso in subordinazione a una mascolinità domaninte, riproducendone strutture, valori e gerarchie di genere. Un elemento centrale, spesso non considerato nel dibattito pubblico (ma presente fortemente nella ricerca sociologica) è la classe sociale di appartenenza: in accordo con Barrett & Pollack (2005), spesso gli uomini (etero e gay) appartenenti alla classe operaia fanno maggiormente leva sulla forza e sull’aspetto fisico “forte” mentre la mascolinità associata alla classe media-borghese è più incentrata sull’emotività e la riflessività. La classe di riferimento è quindi considerata un fattore chiave che incide non solo su come viene espressa la mascolinità ma anche le stesse relazioni tra uomini. La classe fungerebbe quindi da fonte di conoscenza per la valutazione dell’attrattività sessuale negli spazi gay urbani: da una parte plasma gli ideali rispetto a una relazione degli individui e dall’altra li orienta rispetto alla sfera dell’intimità attraverso norme collettive di desiderabilità.

Per comprendere appieno come queste differenze di classe influenzino la costruzione della mascolinità gay, alcuni concetti sociologici possono aiutare a leggere e comprendere ciò che accade negli spazi digitali.

All’interno degli studi di genere e legati alla mascolinità (in questo caso quella gay) come Ural & Beşpinar (2017) o Tsoi (2025), centrale è la presenza del sociologo francese Bordieau, noto per il suo contributo rispetto a gusti, comportamenti e stili di vita come non qualcosa di casuale ma di socialmente appreso. Senza entrare in una trattazione teorica, l’elemento chiave introdotto dal sociologo è l’habitus: in sostanza, un insieme di disposizioni incorporate nelle pratiche quotidiane che attuiamo in diversi contesti sociali e che guidano le nostre percezioni e gusti permettendo quindi alla mascolinità di adattarsi a specifici contesti. L’habitus non è quindi qualcosa di statico, ma piuttosto elastico e che contribuisce a modellare anche l’espressione della mascolinità. In questo quadro, le app di dating diventano un luogo in cui le disposizioni legate alla classe sociale, gusto e stile di vita si rendono visibili attraverso immagini, linguaggi e pratiche relazionali.

Queste disposizioni si attivano in quelli che Bordieau ha definito campi: spazi relazionali e sociali, ciascuno dei quali caratterizzato da proprie ideologie, norme e valori. Applicando questa prospettiva alle app di incontri, esse possono apparire come veri e propri campi digitali, in cui gli utenti implementano diversi tipi di capitale (sociale e culturale) e nella fattispecie del contesto della mascolinità gay, il capitale culturale può includere conoscenza, stile e pratiche sociali.

In questo contesto appare importante anche il capitale fisico: il corpo, che nelle app di dating diventa indicatore di status e desiderabilità. Foto profilo, descrizioni e riferimenti a propri stili di vita diventano quindi strumenti tramite cui gli utenti si posizionano all’interno di gerarchie simboliche. Nonostante gli studi che concernono la dimensione gay siano limitati come Loa & Choi (2024), essi suggeriscono che questi ambienti digitali fungono da campi strutturati dove le norme di rappresentazione del sé e della mascolinità sono fortemente presenti. Studi condotti su piattaforme come Grindr (come il già citato lavoro di Loa & Choi del 2024) mostrano come la visibilità venga gestito in modo strategico attraverso le foto, descrizioni e le interazioni basate sui luoghi di provenienza, producendo di fatto gerarchie di desiderabilità che privilegiano determinate mascolinità, marginalizzandone altre.

La classe sociale gioca un ruolo molto importante nella scelta del partner e nelle modalità di interazione. Alcune ricerche hanno dimostrato che gli uomini tendono a cercare attraverso dating app, partner con background simili per evitare di scontrarsi con forme di mascolinità differenti dalla propria. Invece, gli uomini della classe operaia danno priorità a incontri casuali.

Loa & Choi (2024) hanno mostrato come gli uomini gay della classe media nascondono il proprio status sociale e frequentano network ristretti mentre gli uomini gay della classe operaia utilizzano le stesse app di dating in maniera più causale, riflettendo disposizioni differenti.

Queste differenze non riflettono semplicemente preferenze individuali ma piuttosto disposizioni sociali profondamente radicate.

Le app di dating non sono quindi spazi neutri ma riflettono e amplificano dinamiche sociali già esistenti, costituendo luoghi in cui si costruiscono e riproducono norme su ciò che è desiderabile, maschile e legittimo. In tali contesti la mascolinità gay prende forma attraverso un confronto tra identità, class sociale e capitale, danto vita a gerarchie che influenzano possibilità di incontro e riconoscimento.

Nonostante gli studi sulla mascolinità siano molto approfonditi (di rilevanza l’articolo sulle molteplici mascolinità operanti nel suddetto campo di Coles (2009)), restano ancora molte domande aperte quando si parla di app di dating. Una cosa appare però chiara: in una società sempre più digitalizzata e in cui le persone di orientamento sessuale non etero vengono ancora discriminate, queste piattaforme appaiono come un luogo dove incontrare altre persone con disposizioni e interessi simili, esprimere liberamente la propria sessualità e confrontarsi con norme che costruiscono gerarchie su ciò che è più o meno desiderabile.

Illustrazione di Gloria Dozio – Acrimònia Studios
2560 1440 Alessio Gigliano
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