Un debutto che alterna omaggi, gag e grandi ritorni. Conti entra subito nel vivo e il Festival si muove tra nostalgia, energia pop e dichiarazioni che fanno discutere.
La prima puntata del Festival di Sanremo si apre senza esitazioni. Carlo Conti entra subito nel vivo della serata, con un breve ma significativo cenno: questa edizione è dedicata a Pippo Baudo. In platea ci sono anche i figli. Un passaggio misurato, che non appesantisce ma incornicia.
Poi si riparte “da dove avevamo lasciato”. Olly arriva mentre i violini suonano De André. Accanto a lui, il fidato Juli alla chitarra. “Balorda nostalgia” inaugura ufficialmente la gara, tra atmosfera sospesa e un pubblico già caldo.
L’ingresso di Laura Pausini è elegante. Racconta di aver chiamato Pippo Baudo non appena ha ricevuto l’incarico di co-conduttrice. La memoria torna ancora, ma sempre con delicatezza.
La prima in gara è Ditonellapiaga con “Che fastidio”. Ballerine, energia dance, ritmo serrato: è il momento perfetto per caricare sala e pubblico a casa. Michele Bravi arriva con un’eleganza quasi letteraria, come Dorian Gray, impeccabile nella presenza.
Dopo la pubblicità, Sayf si presenta sorridente, leggero. A fine esibizione saluta mamma e papà. La dimensione familiare resta un filo conduttore. Mara Sattei appare più sciolta rispetto alla sua precedente esperienza sanremese: emozionata, commossa, confessa di tremare. È un momento autentico.
Dargen D’Amico prova a entrare quasi di soppiatto, con i suoi immancabili occhiali da sole, salvo poi essere annunciato ufficialmente. Poco dopo arriva il ricordo di Beppe Vessicchio, figura iconica della direzione d’orchestra.
Can Yaman gioca con Laura Pausini, la coinvolge in una gag e la fa cantare in turco prima di annunciare Arisa. Lei sale sul palco delicata e potente insieme. La sua canzone attraversa la vita di una donna, dall’ingenuità dell’infanzia alla consapevolezza adulta. Anche lei, come altri prima, saluta la mamma.
Conti ricorda brevemente Ornella Vanoni, rimandando a un approfondimento nella serata successiva con la nipote Camilla Ardenzi.
Luchè propone un brano nostalgico, scegliendo di non cantare in napoletano. Poi arriva uno dei momenti più inattesi: la signora Gianna, quasi 106 anni, tra le prime donne al voto in Italia. Con voce ferma rivendica la propria identità politica. La sala ascolta in silenzio.
Tommaso Paradiso fa Tommaso Paradiso: pulito, riconoscibile. Elettra Lamborghini entra con l’energia che la contraddistingue: già la si immagina colonna sonora dei prossimi Pride. Patty Pravo porta la sicurezza di chi quel palco lo conosce da sempre. Samurai Jay è giovane, fresco, con un pezzo che potrebbe diventare una hit estiva.
Il medley di Tiziano Ferro è un viaggio generazionale: le millennial in platea ripercorrono adolescenze e primi amori. Raf porta raffinatezza. J-Ax costruisce un’esibizione densa di riferimenti, quasi da analisi semiotica. Fulminacci convince per misura e pulizia. Levante è luminosa.
Tra i momenti più attesi, l’arrivo di Fedez e Marco Masini: brano impeccabile, presenza forte. Ermal Meta propone una canzone impegnata. Serena Brancale, con un’eleganza quasi hollywoodiana e la sorella sul podio, sfoggia una grande voce.
Kabir Bedi incontra Can Yaman in un simbolico passaggio di testimone tra due Sandokan di generazioni diverse.
Nayt propone un brano solido. Malika Ayane porta soul e garbo. Eddie Brock strizza l’occhio alla viralità social. Sal Da Vinci è acclamatissimo, pronto a diventare colonna sonora di matrimoni opulenti. Enrico Nigiotti fa il suo, e lo fa bene.
Tredicipietro ha un problema tecnico al microfono. Laura Pausini prova a sdrammatizzare: porta fortuna, dice. L’esibizione poi scorre.
Chiello appare radiofonico. Maria Antonietta & Colombre regalano un momento fresco e luminoso: lei, con la sua energia, ricorda una giovane Rita Pavone. Leo Gassmann, in camicia quasi shakespeariana, canta d’amore. Francesco Renga resta fedele al proprio stile. Il finale è affidato ad Aka7even e LDA, chiudendo una prima serata che alterna memoria, leggerezza e spettacolo.
Sanremo riparte così: tra dediche, gag, nostalgia e canzoni che provano a intercettare un Paese intero. Il resto lo diranno le prossime notti.
La classifica dei primi 5 brani votati dalla giuria web (tra cui Acrimònia Magazine) e televisione, in ordine randomico, contempla: Arisa, Fedez e Masini, Serena Brancale, Fulminacci e Ditonellapiaga.


