Dal ricordo di Maurizio Costanzo alla replica sui “casi” mediatici, fino alla domanda sul ruolo politico del Festival: Carlo Conti apre la settimana tra leggerezza e messaggi calibrati.
Dalla Sala Stampa Lucio Dalla a Sanremo ecco cosa è emerso dalla prima conferenza stampa.
Sanremo riparte da un clima sereno. Lo racconta per primo il sindaco, parlando di una città sorridente, attraversata da attività collaterali e da una nuova formulazione del red carpet che ieri sera ha animato le vie del centro. Il Festival, prima ancora di accendersi sul palco, si conferma rito urbano.
Poi la parola passa a Carlo Conti, che apre con un ricordo di Maurizio Costanzo nel giorno della ricorrenza della sua scomparsa. Un momento misurato, subito alleggerito dalla gag con Nicola Savino, alla guida del DopoFestival.
Accanto a Conti, il co-conduttore della serata Can Yaman racconta di aver affrontato questa esperienza senza pensarci troppo, per non lasciarsi travolgere dall’emozione. Nei giorni precedenti era impegnato sul set di una serie in Spagna, dettaglio che restituisce l’immagine di un professionista in corsa più che di un ospite in attesa.
Quando gli viene chiesto del caso di cronaca che lo ha coinvolto nelle settimane scorse, risponde in modo netto: nessun caso, solo un controllo concluso in meno di ventiquattr’ore. “Caso chiuso”, sintetizza. Le domande si spostano poi sul privato, con una dichiarazione leggera sulla sua condizione sentimentale: single. Da turco, racconta, molte dinamiche culturali italiane gli erano estranee, ma vivendo qui si è immerso sempre di più nella nostra tradizione. Le canzoni che preferisce? Quelle più passionali, “alla Baglioni”, capaci di far soffrire.
Sul palco, questa sera, ci sarà anche Kabir Bedi, in un confronto tra due Sandokan che attraversano generazioni diverse. Carolina Rey, dal PrimaFestival, ricorda che Sanremo resta prima di tutto una festa di famiglia, un momento collettivo da vivere insieme.
Savino parla del DopoFestival, il quarto per lui, ma “come se fosse il primo”,mentre viene annunciato che dalle 19:00 di oggi la scaletta sarà pubblicata sui social. Tra gli ospiti attesi, un medley di Tiziano Ferro e la presenza di Olly, vincitore dello scorso anno.
Nel finale, Carlo Conti si concede una riflessione personale. L’anno scorso, ammette, aveva paura di non riuscire a replicare i numeri precedenti. I risultati sono arrivati, ma ribadisce di voler restare umile. Se andrà bene, umile. Se andrà meno bene, non abbattuto. È prudenza? È consapevolezza? O è un modo per mettere le mani avanti?
Alla domanda sul presunto disimpegno politico del Festival, Conti risponde spostando l’asse sulle giovani generazioni. Questa sera sarà ospite una donna di 106 anni, memoria storica vivente. Per lui, però, Sanremo non deve trasformarsi in “due ore di proclami”. Un equilibrio delicato, quello tra spettacolo e responsabilità pubblica, che tornerà inevitabilmente al centro del dibattito.
La prima conferenza stampa non accende polemiche, ma traccia una linea: leggerezza, memoria, controllo dei toni. Sanremo parte così, con il tentativo di restare nel proprio tempo senza trasformarsi in tribuna. Se sarà davvero possibile, lo diranno le prossime serate.


