Dal pallone nelle giovanili della Roma, al tennis internazionale fino alla Serie A. La storia di Cobolli e Bove racconta come l’amicizia possa resistere anche alle prove più difficili.
Prima degli stadi pieni e dei grandi tornei, c’erano due ragazzi e un campo. Flavio Cobolli ed Edoardo Bove oggi hanno carriere completamente diverse ma condividono qualcosa di raro nel mondo dello sport professionistico: un’amicizia vera.
La loro storia nasce sui campi delle giovanili della AS Roma dove condividevano la passione per il pallone e sognavano un futuro condiviso negli stadi più importanti al mondo. Alla fine, le cose sono andate diversamente. Cobolli decide di dedicarsi esclusivamente al tennis arrivando a farsi spazio tra i nomi più importanti del circuito ATP. Bove rimane a Trigoria realizzando il sogno di giocare nella prima squadra a fianco ai suoi idoli d’infanzia. Nonostante le carriere divise e i calendari che non sempre coincidono, il loro rapporto non è mai cambiato.
Quando il campionato è in pausa il centrocampista non perde l’occasione per seguire il suo amico tennista direttamente dagli spalti dei tornei più importanti. Allo stesso tempo Cobolli non ha mai nascosto di tifare per Bove, sia quando giocava nella loro squadra del cuore, sia quando ha cambiato maglia.
Un legame vero il loro che è diventato più evidente nel momento più difficile della carriera del calciatore. Durante la partita di Serie A tra Fiorentina e Inter, Bove, che giocava con la viola, si accascia a terra per un malore cardiaco. Il giovane viene portato in emergenza in ospedale dove verranno esclusi danni neurologici o cardiaci permanenti.
In seguito all’intervento e all’applicazione del defibrillatore cardiaco, che gli impediranno di giocare in Italia per via delle regole vigenti, quel giorno ha cambiato la vita del calciatore romano ma non l’amicizia con il suo migliore amico.
Cobolli in un’intervista a GQ durante il periodo di pausa del calciatore ha dichiarato: “Quello che è successo in questi mesi per me è stato significativo. Adesso è come se giocassi anche per lui. Quando penso a lui io riesco a rendere meglio in campo”.
Questo concetto il tennista lo ribadisce anche durante la Davis Cup. Subito dopo, infatti, Cobolli dedica all’amico la vittoria nel match contro il Belgio.
Bove torna a giocare 440 giorni dopo il malore nella seconda divisione del calcio inglese con la maglia del Watford.
“Il tuo spirito guerriero non sarà mai domato” queste le parole di Cobolli su Instagram, festeggiando il rientro dell’ex giocatore della Roma.
Anche quando le carriere prendono strade diverse, alcune amicizie continuano a crescere insieme agli anni e alle esperienze. Il lato più bello dello sport non si vede nelle statistiche, si costruisce nel tempo.


