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Marina Di Guardo Acrimònia Magazine

Marina Di Guardo presenta “Braccata”. “Il thriller ci tiene incollati alle pagine, ma può anche farci riflettere”.

Tempo di lettura: 2 min.

Al Clan Literary Club abbiamo incontrato la scrittrice Marina Di Guardo per parlare del suo nuovo thriller "Braccata": tra suspense, introspezione psicologica e il tema attualissimo della gogna mediatica.

La letteratura entra in dialogo con il lifestyle nel cuore di Brera. Domenica 15 marzo il concept store Clan Upstairs ha ospitato un nuovo appuntamento del Clan Literary Club, il format nato nel 2024 con l’obiettivo di coinvolgere la community del negozio attraverso incontri dedicati ai libri e ai loro autori.

In un’atmosfera informale e conviviale, pensata per trasformare la domenica in un momento di scoperta culturale lontano dalla frenesia quotidiana, l’ospite della giornata è stata la scrittrice Marina Di Guardo, che ha presentato il suo nuovo thriller “Braccata”. 

Durante la conversazione abbiamo parlato proprio del thriller, un genere che negli ultimi anni continua a conquistare lettori in Italia e nel mondo.

“Il thriller è un genere veramente amatissimo”, racconta Di Guardo. “Prima di tutto perché ti tiene incollato alle pagine. Oggi c’è sempre più bisogno di libri page turner, che ti facciano venire voglia di continuare a leggere e che non rimangano a prendere polvere sul comodino”.

Ma non è solo la suspense a rendere questo genere così popolare. Per l’autrice il thriller rappresenta anche uno strumento narrativo capace di affrontare temi complessi.

“Attraverso il thriller si possono esplorare tante situazioni, fare introspezione psicologica e parlare di temi importanti. In questo ultimo libro affronto, ad esempio, la gogna mediatica, che purtroppo è un tema di grande attualità”.

Proprio da questa riflessione nasce “Braccata”. L’idea del romanzo prende forma dal desiderio di raccontare cosa accade quando una persona si ritrova improvvisamente al centro di una tempesta mediatica.

“Avevo voglia di raccontare cosa prova qualcuno che diventa oggetto di gogna mediatica. Quella sensazione di inquietudine profonda e di smarrimento che può travolgere chi si trova in una situazione del genere”.

Il processo creativo dell’autrice parte da un’intuizione narrativa che poi prende forma nella trama e nei personaggi.

“Prima arriva l’ispirazione. Poi penso alla possibile trama e solo successivamente nascono i personaggi”.

Il risultato è una storia costruita per tenere alta la tensione, ma anche per lasciare qualcosa al lettore una volta chiusa l’ultima pagina.

“Mi piacerebbe prima di tutto che il libro facesse venire voglia di continuare la lettura. Quando i lettori mi dicono che sono rimasti svegli fino alle tre di notte per finirlo, io sono felicissima”, racconta sorridendo. “Ma mi interessa anche che il romanzo faccia riflettere su temi importanti, come la gogna mediatica, l’amicizia o la violenza sulle donne. Non rinuncio mai a parlare di cose su cui vale la pena fermarsi a pensare”.

Tra suspense e riflessione, “Braccata” si inserisce così nel filone del thriller contemporaneo che unisce intrattenimento e sguardo sul presente.

E nel contesto del Clan Literary Club, dove la letteratura diventa occasione di incontro e dialogo, la conversazione con Marina Di Guardo ha dimostrato ancora una volta quanto le storie possano essere uno strumento potente per interrogare il nostro tempo.

Illustrazione di Gloria Dozio – Acrimònia Studios
2560 1440 Fabiola Graziosi
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