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Tutti pazzi per Bridgerton

Cosa ha reso la serie Netflix un fenomeno mondiale?

By Alessia Amorosini

Bridgerton è un progetto che nasce dall’adattamento dei libri romance dell’autrice americana Julia Quinn. La saga, molto apprezzata dai lettori, pubblicata dal 2000 al 2016, oggi è sold out ed è tornata alla ribalta proprio grazie alla serie. Quest’ultima è diretta da Shona Rhimes, la famosa creatrice di How to get away with murder” e Grey's Anatomy” e proprietaria della casa di produzione Shondalanda.

Il talento femminile, della scrittrice prima e della regista poi, ha dato vita ad un vero e proprio fenomeno mondiale. Ma a cosa si deve tutto questo successo? La trama non è certo quella di Inception, agli occhi di molti potrebbe apparire addirittura banale, come si spiegano allora i consensi in costante aumento?

La trama: passioni, intrighi e misteri

Bridgerton è un racconto in costume ambientato nell’Ottocento. La serie ci catapulta nella misteriosa ed altrettanto crudele alta società londinese del tempo. La protagonista? Daphne, figlia maggiore della nobile famiglia Bridgerton, in cerca di un marito. La ragazza non si accontenta di un matrimonio di convenienza ma desidera un rapporto sentimentale basato sulla stima reciproca e l’affetto sincero e per questo, si troverà a doversi confrontare con le limitazioni di Anthony, il suo protettivo fratello maggiore, nonché capofamiglia a seguito della dipartita del padre.

Ad aggiungere pepe alla vicenda appare una scrittrice misteriosa: Lady Whistledown, fonte di tutti i pettegolezzi sui protagonisti. Il ribelle Duca di Hastings, giovane uomo apparentemente arrogante, dotato di grande fascino ed un rifiuto per l’istituzione matrimoniale (dovuto a vicissitudini della sua infanzia), per la sua relazione con Daphne, fondata sulla reciproca convenienza prima e sulla folgorante passione poi, sarà anch’egli nel mirino della scrittrice segreta.

 
 
 
 
 
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Un episodio tira l’altro

Gli episodi di Bridgerton sono come i pop-corn, anche se non sono il tuo piatto preferito, se ne assaggi uno, sarà difficile smettere. Non ci si potrà esimere dal binge watching e dopo un giorno ti troverai già a digitare su Google “Quando uscirà la seconda stagione?”. Gli episodi sono 8, numero breve per una serie, ma l’impressione sarà quella di guardare un unico lungo ed intrigante film.

 
 
 
 
 
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La necessità di un lieto fine

Dopo un anno come il 2020 ed una pandemia globale che ci ha messo a dura prova e che, per la sua pesantezza, ha lasciato strascichi anche nella spesso trascurata salute mentale, è naturale ed umano ricercare uno svago leggero, il racconto di una storia non impegnativa e di emozioni semplici.

Perché allora non catapultarsi in un’altra era, esplorandone i capricci, i sentimenti, i limiti, i vizi, le differenze e le usanze? Bridgerton appaga questa comune volontà di un lieto fine, le problematiche ci sono è chiaro, ma sono ritratte come sormontabili e questo è un sollievo per lo spettatore.

 
 
 
 
 
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Il Duca di Hastings

Non facciamo finta di nulla, gran parte del successo lo si deve alla bellezza del Duca, il fascinoso protagonista. Quante volte però siamo incappati in un personaggio esteticamente apprezzabile che però non ha scaturito lo stesso apprezzamento? Oltre all’indiscutibile bell’aspetto esteriore dell’attore Regé-Jean Page, cosa rende il personaggio da lui interpretato così affascinante?

Simon Basset (o Duca di Hastings) è un duro dal cuore tenero, con il passato tormentato di un bambino che cerca l’approvazione paterna, un uomo che ha trasformato il suo senso d’inadeguatezza in una corazza. Impossibile non esserne incuriosite, o quanto meno entrarne in empatia, in particolare se si ha la sindrome della crocerossina/del crocerossino. Se poi, questo stesso uomo, è disposto a cambiare in meglio solo per la sua amata, lo si trova irresistibile.

Anche qui si potrebbe dire “beh è il cliché del bello e dannato visto e rivisto”, ma ciò che rende Bridgerton originale è il continuo contrasto tra il passato ed il presente, tra l’epoca e la modernità, analizzare quante cose siano cambiate e quante invece siano rimaste immutate. Ovvio che all’epoca le restrizioni, in particolar modo per le donne, fossero molteplici e per questo, quando Daphne viene travolta dal vortice della sua passione per il Duca, tutto risulta ancora più nuovo, scandaloso e proibito.

 
 
 
 
 
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La colonna sonora

Un filo conduttore tra il passato ed il presente è la musica. Sono infatti state interpretate delle hit dei nostri giorni in chiave più classica, adattandole alle sale da ballo o ai contesti sfarzosi dell’Ottocento.

Se, guardando alcune scene, vi capiterà di ascoltare suoni non del tutto nuovi, è perché le vostre orecchie staranno ascoltando thank u next” di Ariana Grande, “Girls like you” dei Maroon 5 ft Cardi B , “In my blood” di Shawn Mendes e “Bad guy” di Billie Eilish, tutte rivisitate dai violini dei Vitamin String Quartet, un gruppo musicale statunitense. Iconiche anche le cover di “Strange” di Celeste (feat. Hillary Smith) e Wildest Dreams” di Taylor Swift rielaborata da Duomo.

I costumi

Fondamentale per qualsiasi serie tv, in particolare se un period drama come in questo caso, è la scelta di costumi sensazionali, come escamotage ideale per viaggiare nel tempo in modo credibile.

Gli abiti della serie, sono stati tutti realizzati a mano da bozzetti originali da un’equipe di costumiste guidate da Ellen Mirojnick, professionista con un bagaglio esperienziale di tutto rispetto, ha firmato infatti già pellicole del calibro di The Greatest Showman” e “Maleficent”. Ha realizzato per Bridgerton ben 7500 costumi diversi, sottoponendo le protagoniste ad ore di fitting per ottenere il risultato ottimale.

 
 
 
 
 
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In una società patriarcale, le protagoniste donne hanno comunque potere decisionale

Se il Duca risulta così fascinoso, è pur vero che lo è anche in funzione di Daphne, grazie all’attrazione mentale tra i due. Lei, sebbene risulti un personaggio “romantico” e che, in linea con il suo tempo, ha come desiderio primario quello di maritarsi con un buon partito e figliare, è comunque una figura piuttosto ribelle. Non è disposta a scendere a compromessi ed è favorevole al matrimonio, solo se innamorata ed amata. Un lusso, quello di scegliere, che quasi mai le donne dell’epoca potevano concedersi. Non a caso, suo fratello Anthony, crede sia suo dovere decidere per lei, ma alla fine si inchina al volere della sorella.

Lady Whistledown è un altro personaggio femminile coraggioso, sebbene con un’identità nascosta, in quanto le scrittrici donne (a maggior ragione se di scandali) non fossero ben viste. Il suo modo di scrivere, denota grande abilità d’osservazione dei fatti ed uno sviluppato sesto senso femminile.

Poi c’è Eloise, sorella minore di Daphne, forse la donna più contemporanea della serie, che ripudia le convenzioni e vuole realizzare i propri sogni, ricevendo una degna educazione e realizzandosi fuori da quel ruolo di mamma e moglie che le impone la società.

Siena Rosso, cantate lirica, dimostra di avere ben chiara la sua situazione economica, in un primo momento si gode la sua relazione con Anthony Bridgerton senza remore ma poi, capendo che quest’ultimo, di rango elevato rispetto al suo, le avrebbe sempre fatto false promesse, decide cosa sia meglio per lei. Ha capito che quell’amore non la salverà, al contrario la indebolisce.

Ci sono Lady Bridgerton che sa giocare d’astuzia per liberarsi dai personaggi indesiderati e Lady Danbury  a cui Simon deve tutto. Lady Featherington appare spietata ed austera ma anche pragmatica e concreta, nel tentativo di affrontare i problemi causati dall’irresponsabilità del marito.

Come non citare la Regina Charlotte, avida lettrice delle cronache di Lady Whistledown ed un personaggio storico realmente esistito: Sophia Carlotta di Meclemburgo-Strelitz infatti è stata il primo membro bi-razziale della famiglia reale inglese. La sua presenza nella serie è quindi importante anche sul fronte dell’inclusività.

 
 
 
 
 
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Lady Whistledown? Un’antica Gossip Girl

Cos’hanno in comune Gossip Girl e Bridgerton? I protagonisti e le protagoniste di entrambe le serie sono attraenti, ricchi, con vite costellate di segreti, passioni e tormenti. Il Duca e Daphne rendono naturale il parallelismo con Chuck e Blair, sempre alla ricerca di un confronto verbale ma che inevitabilmente sono attratti l’uno dall’altro come due poli opposti.

Se la storia principale è appunto quella tra il Duca e Daphne, non mancano però delle altre storie che si intrecciano in contemporanea, esattamente come in Gossip Girl, nessun personaggio è superfluo.

Ciò che più accomuna però due serie così apparentemente differenti tra loro, è la misteriosa Lady Whistledown, scrittrice dalla penna piccata, che ricorda una spregiudicata Gossip Girl. Ovviamente la prima si esprime su carta e la seconda con sms ma il mezzo poco importa se il fine è lo stesso, ossia quello di creare scompiglio, divulgando fatti privati, nascondendosi dietro un’identità segreta.

Chi è Lady Whistledown?! Questo è l’unico segreto che non vi sveleremo mai in questo articolo…per ora nessuno spoiler e nel frattempo xoxo Bridgerton.

 
 
 
 
 
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