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MONTERO (Call Me By Your Name) di Lil Nas X: il nuovo brano che oscilla tra sacro e profano

Quando la spiritualità è una controversa fonte d’ispirazione per il mondo musicale

By Alessia Amorosini

“Nella vita nascondiamo le parti di noi stessi che non vogliamo che il mondo veda, le rinchiudiamo, le bandiamo, ma qui non lo facciamo, benvenuti a Montero”.

Questa è l’introduzione della nuova canzone di Lil Nas X intitolata appunto MONTERO (Call Me By Your Name). Tra parentesi il chiaro riferimento al film di Luca Guadagnino “Chiamami col tuo nome”, successo cinematografico, tratto dal libro di André Aciman e racconto di un profondo e coinvolgente amore omosessuale.

 
 
 
 
 
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L’artista Lil Nas X, raggiunta la fama scalando le classifiche con il brano country “Old Town Road” featuring Billy Ray Cyrus, padre di Miley, conferma il suo successo con l’ultimo brano, ma c’è chi grida allo scandalo.

Il video è una rappresentazione tra il fantastico ed il mitologico, il sacro ed il profano. L’atmosfera è Dantesca, ricca di riferimenti aulici smorzati da toni pop ed il risultato è un viaggio “psichedelico”.

Perché il video è così discusso? Verso la fine il cantante simula una discesa negli inferi tramite un palo da lap dance e si lascia andare ad un ballo privato con lo scopo di sedurre il Diavolo in persona, per poi ucciderlo ed appropriarsi delle sue corna, incarnandosi in lui.

Va da sè che i toni siano ironici e volutamente assurdi, si tratta di intrattenimento, di musica, di lap dance in boxer di Calvin Klein e stivali alti e lucidi. Eppure la provocazione è fondata su basi più profonde, Lil Nas X spiega infatti che, la corretta chiave di lettura del finale, sia quella di lanciare un messaggio agli omofobi, da tempo tristemente convinti che gli omosessuali siano destinati all’inferno. La detronizzazione di Lucifero è un modo simbolico di “annientare il sistema di giudizi e punizioni che ci ha terrorizzato ed impedito di essere noi stessi”.

Il video è stato accolto con la giusta ilarità dalla generazione Z, diventando anche un trend ironico sulla piattaforma di Tik Tok, dimostrando ancora una volta come, la maggior parte dei giovani, abbia una gran voglia di abbracciare finalmente una rivoluzione contro ogni tipo di discriminazione.

C’è chi invece ha individuato del satanismo e dell’eresia, perché purtroppo, nel 2021, per molti risulta ancora più sconvolgente una provocazione artistica di una discriminazione reale, come quella che la comunità LGBTQI+ subisce ancora troppo frequentemente.

Non è certo la prima volta che il sacro ed il profano si incontrano nell’ambito musicale suscitando polemiche, basti pensare alla strofa del nostro Fabrizio De Andrè che, già nel 1967, nel capolavoro “Bocca di Rosa” recitava: “Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un'estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione - e con la Vergine in prima fila e Bocca di Rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l'amore sacro e l'amor profano”.

Sottolineando come, neppure la spesso bigotta istituzione clericale, fosse immune alla bellezza di una donna ritenuta promiscua dal paese, ponendola anzi, quasi sullo stesso piano di Maria.

Tornando invece al panorama musicale pop contemporaneo, ha fatto molto discutere nel 2018 il brano “God is a woman” di Ariana Grande. Nel testo la cantante non ha la pretesa di autoproclamarsi divinità, l’intento non è quello di dire che Dio sia una donna quanto piuttosto che, la grandezza delle donne, ti faccia credere che siano “soprannaturali”. È un brano fondato sull’empowerment femminile, con allusioni alla sessualità e all’indipendenza.

Da non perdere la divertente reazione di questo prete al video di Ariana, molto sorpreso dai vari simbolismi: dai tre cani infernali della tradizione greca ad una citazione non propriamente biblica tratta dal Libro di Ezechiele (presente anche in Pulp Fiction per intenderci), fino alla reinterpretazione della “Creazione di Adamo”, celebre opera di Michelangelo.

Il prete espone la sua opinione non giudicando ed aprendosi ad un dialogo costruttivo, affermando di apprezzare il beat e meno le lyrics. Ammirevole la volontà di aprirsi al “diverso” con il sorriso, senza condannarlo a priori.

Come ciliegina sulla torta, Ariana si esibisce con God is a woman Live agli MTV VMAs del 2018, inscenando una versione femminile dell’Ultima Cena. Il finale è commovente e potente allo stesso tempo, la cantante invita sul palco sua madre e sua nonna. Tre generazioni di donne che si tengono per mano e che si sono date reciprocamente vita e sostegno.

“Dio è una donna” anche in un verso della canzone del 2019 “All the good girls go to Hell” della giovane e talentuosa Billie Eilish che si riferisce al Signore con il pronome femminile “herself”.

Sebbene il brano sembri parlare di riscaldamento globale, con riferimenti alle colline della California che bruciano, il video contiene evidenti simbolismi che alludono ad un messaggio spirituale: dalla caduta di Lucifero alle ali in fiamme e viene nominato San Pietro, seppure senza “San” è chiaro ci si riferisca alla sua figura.

Anche qui il simpatico reverendo non si è tirato indietro ed ha reagito con ironia al video musicale.

Il confine tra sacro e profano, tra arte ed eresia, è a quanto pare molto labile ed è stato attraversato più volte nella musica, basti pensare alla controversa figura di Marilyn Manson, uno dei maggiori rappresentati di quella cultura rock definita “satanica”. Un esempio è la canzone del 2017 “SAY10” (che letteralmente significa “dire 10” ma suona volutamente come “Satan” ossia Satana).

Nel video appare Johnny Depp vestito di bianco, in contrapposizione ad un Manson in total black, a simboleggiare le due forze del bene e del male: Abele e Caino.

Un altro fenomeno molto frequente nell’industria musicale è quello del “backmasking”, ossia celare dei messaggi nascosti in sede di registrazione. Un esempio celebre è quello della canzone “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin (1971) che, se ascoltata normalmente, recita in inglese:

“If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now - It’s just a spring clean for the May queen -Yes, there are two paths you can go by, but in the long run -There’s still time to change the road you're on”.

Ma se ascoltata al rovescio, affermerebbe:

“Oh here’s my sweet Satan, the one little path won’t make me sad, whose power is saint- he’ll give growth giving you six-six-six”.

Ossia, tradotto: “Oh ecco il mio dolce Satana la cui unica piccola via non mi renderà triste, il cui potere è sacro-egli ti darà forza dandoti il 666”.

Altri riferimenti “spirituali” di grandi esponenti musicali si possono ritrovare in alcuni loro scatti. Come dimenticare la foto di Beyoncé in dolce attesa che si fa ritrarre come la Vergine Maria.

 
 
 
 
 
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Il tema religioso è stato il protagonista anche del Met Gala del 2018 e, a proposito di musica, vogliamo parlare di Rihanna in veste di Papessa ?

La religione è un’innegabile fonte d’ispirazione per il mondo musicale, la fede ed i credenti meritano il dovuto rispetto ma l’arte necessità di libertà espressiva. Si può trovare il compromesso ideale per far in modo che i due ambiti coesistano influenzandosi positivamente a vicenda?