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La strana storia della faida tra i Måneskin e i Cugini di Campagna

Una delle più bizzarre “guerre” pop degli ultimi anni, dove il mantra sembra “attacco i Måneskin ergo sum”.

By Francesca Parravicini

Tra tutte le cose surreali e assurde che abbiamo visto in questo periodo (e ne abbiamo viste tante), anche in un'epoca post modernista dove tutto è possibile, l'ultima cosa che ci potevamo aspettare era lo scoppio di una delle più bizzarre faide mediatiche che si siano mai viste: Måneskin vs Cugini di Campagna. Solo scriverlo fa morire dal ridere, eppure questo è il mondo in cui viviamo ora.

 
 
 
 
 
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Partiamo da una verità ormai universalmente nota: questo è senza ombra di dubbio l'anno dei Måneskin. Dopo l'incredibile vittoria ad Eurovision, la giovane band romana venuta alla ribalta con X Factor, è letteralmente esplosa e ha inanellato una serie incredibile di traguardi. In ordine sparso: hanno collaborato con Iggy Pop, aperto il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas, si sono esibiti al Tonight Show di Jimmy Fallon e hanno vinto il premio Best Rock agli MTV European Music Awards.

E qui entrano in gioco i Cugini di Campagna, la band italiana nota ai più per la hit “Anima Mia”. Tutto è iniziato con un post su Facebook in cui i Cugini commentavano il look sfoggiato dai Måneskin sul palco di Las Vegas: l’accusa, con tante di “prove” fotografiche era quella di aver copiato il loro look, sfoggiando una tenuta a stelle e strisce simile alla loro. Poteva sembrare una semplice trollata, un post ironico (volendo), ma era solo l’inizio.

Al primo post ne è seguito un altro, dove è stato tirato in ballo Thomas, colpevole di aver indossato agli EMA una tuta a rombi uguale a quella sfoggiata dai Cugini (non sapremmo mai se questo è stato il modo ironico dei Måneskin di rispondere alle “accuse”, anche se in questo caso i Cugini avrebbero dovuto prendersela con il povero Alessandro Michele, visto che l’outfit è firmato Gucci), con l’invito, scritto in un capslock minaccioso, a venire nel loro studio a prendere un po’ di vestiti piuttosto che copiarli e poi altri post, in cui gli ignari Måneskin sono stati chiamati in causa per motivi vari ed eventuali, dalla loro mancanza di bravura sul palco con gli Stones, al fatto che copino i Cugini per avere maggiore rilevanza mediatica.

Apice di questo bizzarrissimo incatenarsi di eventi, l’esibizione dei Country Cousins (ribattezzati così dal The Guardian che ha parlato di questa vicenda, rendiamoci conto) al programma di Rai1 Oggi è un altro giorno con una cover di Zitti e Buoni e un mash-up tra Anima Mia e Torna a casa, dei Måneskin, quasi per sottolineare l’idea di un plagio da parte di questi ultimi. Secondo i Cousins, a seguito di questa polemica, sono stati invitati ad esibirsi il prossimo anno al Madison Square Garden.

Ora rispondere a queste polemiche pare abbastanza assurdo. I Måneskin traggono chiaramente la loro ispirazione dall’estetica del rock degli anni '70 e '80, dal glam, dallo stile di icone come David Bowie, Iggy Pop, Rolling Stones, Kiss, T. Rex, Led Zeppelin, che hanno letteralmente inventato e reinventato un genere, mostri sacri da cui evidentemente anche i Cousins hanno preso spunto. Essere veramente innovatori nel 2021 non è cosa facile: la bravura dei Måneskin sta proprio nel riprendere una serie di stilemi che non sono nuovi, ma esprimerli con una  sensibilità fresca e un carisma innegabile, ma l’ispirazione a cui attingono non appartiene a nessuno, appartiene a un genere, il rock, che si cementificato nel corso degli anni. 

Quella dei Cugini di Campagna pare invece rientrare nelle tante polemiche legate ai Måneskin che stiamo vedendo in questo periodo, dove, andando alla ricerca di visibilità facile, si attacca una band italiana che sta avendo una rilevanza internazionale che pochi possono vantare. 

Ed è assurdo.

 
 
 
 
 
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Sembra una caratteristica tipicamente italiana, questo continuo attaccare, lamentarci e “rosicare” quando un personaggio ha un certo tipo di successo. Ma se invece di criticare si iniziasse a fare qualcosa di concreto per cambiare la propria condizione? E soprattutto gioire per il fatto che un gruppo italiano, giovane e talentuoso riesca ad avere una rilevanza globale a livello pop? Per questo facciamo tanti auguri ai Måneskin e a chi, con eguale talento e poche polemiche, verrà dopo di loro.