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La questione femminile: il mondo ideale

Quello che le giovani donne non dicono

By acrimonia

Che cosa significa oggi appartenere al genere femminile? Che pensieri hanno le giovani donne? Cosa non dicono e cosa, invece, hanno il coraggio di puntualizzare? Una redazione composta di sole donne dà la risposta eterogenea ad una questione fin troppo trattata di cui il trattamento, però, lascia ancora a desiderare: la questione femminile.

Francesca Parravicini

Il mio sogno per un mondo equo e ideale è semplice semplice e forse per questo viene considerato estremamente bizzarro: che le donne siano trattate in primis come persone, con un corpo e un'anima, degne di essere multidimensionali, sfaccettate, uniche.

Camilla Alcini

Il mondo che vorrei per le donne... Quando ci penso le prime cose che mi vengono in mente suonano sempre banali: rispetto, libertà, uguaglianza, opportunità. Ma non è forse più triste che banale, il fatto che questi pensieri siano una speranza per il futuro e non la nostra realtà presente? Mi è capitato spesso di essere vista come più debole in quanto donna, accademicamente, lavorativamente e durante discussioni. Vorrei un mondo in cui nessuna ragazza debba mai sentirsi così. Mia mamma ha sacrificato molti aspetti della sua carriera per la famiglia. Vorrei un mondo in cui nessuna donna, ambiziosa come la mia mamma o meno, debba sentirsi in dovere di sacrificare qualcosa per ricoprire il ruolo che vuole la società. Una mia amica sarebbe considerata molto male da certe persone se sapessero della sua vita sessuale, quella che se invece un uomo raccontasse ad un altro uomo farebbe di lui “un gran figo”. Vorrei un mondo in cui la mia amica possa fare ciò che vuole senza essere giudicata. Ecco, forse più di tutto vorrei un mondo con rispetto e senza giudizi, perché è proprio rispettando una donna, una persona che la si lascia essere quello che è: meravigliosamente e unicamente lei.

 
 
 
 
 
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As Miranda would say 💪🏻 #Acrimònia #girlpower #womenempowerment #miranda #satc #sexandthecity #female

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Margherita Verdiani

Vorrei che fosse superata l’odiosa e stantìa espressione “fattici portare dal tuo fidanzato” che sia al ristorante, al mare, al cinema. Io non mi “faccio portare”, non sono una “cosa” di sua proprietà e se vogliamo ci andiamo insieme, come due persone con pari abilità di decisione. Non siamo pacchi inanimati e non dobbiamo sottostare a chi ci appella come tali.

Claudia Matrisciano

Dobbiamo essere ambiziose, ma non troppo, attente al modo in cui ci vestiamo, ma non troppo. Devi essere simpatica, leggera, affabile, ma, allo stesso tempo, devi avere anche coraggio; però, se rispondi e quel loro coraggio e forza li hai, devi essere sopraffatta dal tuo interlocutore (non a caso declinato al maschile). Se hai troppo carattere, sei fuori, devi saperti moderare. Non puoi chiedere di più. Siamo cresciute e diventate donne con questi dogmi. Alle volte siamo come cemento, fermo, duro, con delle crepe ma sempre lì, anche con qualche danno, qualche piccola rottura. Siamo anche seta, leggera, fluttuante, femminile. Siamo il giorno e anche la notte. Oggi è il 30 giugno 2020… ma perché sto ancora e ancora scrivendo queste parole e  giustificando ciò che sono?

Jessica Marinetto

Vorrei un mondo che non mi faccia sentire inferiore perché sono una donna.  Un mondo in cui la mia parola, il mio pensiero e il mio impegno siano ritenuti tanto validi quanto quelli di un uomo. Un mondo che non mi giudichi per le mie scelte, che non mi faccia sentire inadeguata quando sbaglio e che non si sorprenda per la mia forza e il mio coraggio che con tanto impegno ho costruito nel tempo per poter vivere, o meglio sopravvivere, in questa società.

 
 
 
 
 
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Donna secondo Acrimònia: Forza, lucidità, concretezza, raziocinio, tenacia. Capacità di vincere in maniera naturale. Armonia, sguardo, dolcezza, grazia, eleganza. Infinita propensione verso un amore che non pretende risposta. Autorevolezza, attitudine nel trovare soluzioni. Oggi si celebra la giornata internazionale della donna: sfruttiamo l’occasione per dire che è necessario mettere in campo un grande sforzo collettivo, affinché l’istruzione, lo studio, la conoscenza e il rispetto verso l’altro tornino a essere al centro della vita di ogni angolo del nostro paese. Questo a vantaggio di tutti, anche degli uomini, per i quali non si ha notizia che nel corso dell’anno sia mai stata programmata una festa analoga a quella della donna. Non pare difficile capire perché. #acrimonia #acrimoniamagazine #womensempowerment #women #march8th #womensday #happywomensday #vivaladonna #womensupportingwomen #womenspower

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Giulia Lucci

Viviamo nel ventunesimo secolo, ci vantiamo di essere andati aventi di avere la mente aperta ma la verità è che ancora ci tocca sentire certe cose riguardo le donne. Da giovane donna vorrei vivere in un mondo dove la parità dei sessi (1 Luglio 1996) sia rispettata e messa in atto veramente. Vorrei che una donna che quando una donna raggiunge un traguardo lavorativo non le venga riconosciuto in base al suo aspetto ma alle sue capacità. Vorrei che quando una donna è fuori di sé dalla rabbia o giù di morale non venga banalmente data la colpa al ciclo mestruale. Vorrei vivere in un mondo in cui le donne possono fare gli stessi lavori degli uomini, gli stessi sport, senza doversi sentir dire che le donne devono essere femminili e che quindi certe cose “non fanno per loro”. Ma soprattutto vorrei vivere in un mondo dove le donne non devono avere paura di nulla.

Myra Meterangelo

Credo che ognuno di noi, nella vita, possa cambiare idea o migliorarsi, arrivare ad emanciparsi dalla cultura che lo ha formato. Ma penso anche che sia fondamentale che questa capacità venga sollecitata e stimolata. Per superare un blocco che, stando ai fatti, dovrebbe essere già superato da anni di lotte per l’affermazione di genere serve un impegno concreto ma anche la capacità di avvicinarsi a chi ha opinioni e modi di fare avversi ai nostri. Io voglio credere che gli esseri umani siano migliori di quanto sentiamo oggi.