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La pornografia etica esiste

Le piattaforme di pornografia etica possono essere un’alternativa, per chi fa porno e chi vuole usufruirne in modo sano

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Di pornografia si è tutti drogati, eppure rimane un taboo le cui regole non vengono messe minimamente in discussione. Mai come oggi, il sesso è un bene di consumo; la pornografia la soluzione emotivamente più economica, ma psicologicamente più devastante, per evitare di mettersi in relazione con l’Altro. In Eros in agonia, il filosofo Byung-Chul Han parla della pornografia come “profanazione” dell’eros: c’è un’alternativa tra la pornografia senza controlli attuale e l’oscurantismo bigotto? Sì, e si chiama porno etico.

 
 
 
 
 
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Quali sono le caratteristiche dei contenuti delle grandi piattaforme mainstream di pornografia? L’infinità quantità di contenuti e categorie in un primo momento può apparire sinonimo di inclusione, di assenza di pregiudizio; confrontandoli però con le piattaforme etiche, ci si accorge sempre più che la pornografia è questione per pochi. Sottolineare il maschile non è un vezzo di forma, se ci si sofferma sul fatto che vige un certo eterocentrismo nel porno, in cui il punto di vista è prevalentemente maschile, dove l’uomo domina la donna. Il tutto accompagnato dalla predominanza della prestazione sulla sensazione: la ciliegina sulla torta che tanto piace e tanto alimenta la temutissima ansia da prestazione.

Se questo è lo stato dell’arte, il porno etico si muove in direzione opposta. Uno dei comuni denominatori delle piattaforme etiche riguarda l’accesso a pagamento ai contenuti. Potrebbe suonare come ossimoro capitalista ma, come in qualsiasi altro servizio, gratuità o prezzi bassi spesso non sono sinonimo di qualità e di una filiera equa e solidale. Se questi siti sottolineano l’importanza dell’accesso a pagamento come garanzia della dignità dei creator e delle loro condizioni di lavoro, qualche interrogativo su come funzioni a livello economico l’industria del porno bisognerebbe porselo.

Altro aspetto comune è l’amatorialità: vedere coppie vere che fanno sesso riduce la concezione di prestazione, appannaggio degli attori, e si avvicina all’esperienza sessuale dei comuni mortali. Piattaforme come Bright Desire, che accoglie solo video di coppie reali, rende tutto più veritiero e, a suo modo, può essere un modo per ridurre eventuali ansie.

Il punto di vista femminile è spesso centrale, non solo a livello di regia ma anche nei contenuti: è il piacere della donna l’elemento attorno a cui si costruisce il contenuto. È il caso di Uniporn.tv, la prima piattaforma italiana dedicata al porno etico e indipendente, nata nel 2020, che elimina i canoni estetici tradizionali e lascia spazio a tutte le pratiche sessuali. Oppure Sssh.com, sito “female-led and female-focused”, che reimmagina l’eros e dà spazio a produzioni indie che, in altri contesti, avrebbero faticato a emergere. Sssh.com è attenta persino all’innovazione tecnologica: propone infatti video immersivi, creati apposta per una fruizione tramite VR.

C’è persino chi del porno ne fa uno strumento di educazione sessuale e affettiva, e Afterglow di Lilly Sparks ne è l’esempio. Abbonarsi a questo servizio non vuol dire accedere solo a materiale pornografico: è infatti possibile mettersi in contatto con sessuologi e terapisti, seguire corsi per aumentare il piacere, da soli o in coppia, imparare a far convivere sessualità e disabilità.

Qualcuno ha voluto dare un’impronta ecologica al porno, come il progetto Fuck For Forest, “un’organizzazione ecologica con un tocco sexy” che parte da una verità assoluta: ci si deve nascondere quando si fa l’amore ma è possibile distruggere la natura alla luce del sole. Gli attivisti e le attiviste di FFF hanno deciso di produrre materiale pornografico en plein air, i cui ricavati andranno a finanziare progetti di tutela ambientale. Tra questi: il Kyiv animal rescue group, che dal 2014 salva animali domestici e randagi in tutta l’Ucraina; la riforestazione di alcune zone dell’Amazzonia; il sostentamento di un ecovillaggio minacciato dall’industria mineraria in Messico.

Questi sono solo alcune realtà che portano avanti un idea di pornografia diversa, più giusta per chi la produce e chi ne usufruisce, a riprova che demonizzare il porno per vivere una sessualità migliore non è l’unica soluzione.

 

 

 

Illustrazione di Gloria Dozio - Acrimònia Studios