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Elon Musk: sbatti il bluff in prima pagina

By Gianfranco Gatta

L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk è l’argomento più cliccato sui social e divulgato da tutti i media, dopo la guerra in Ucraina. Non è solo per l’incredibile cifra dell’offerta, ben 44 miliardi di dollari ma soprattutto per l’ambiguità del personaggio che la propone, Elon Musk appunto.

Da tre mesi circa non c’è giorno che una presunta nuova notizia, una copertina di settimanale, decine di indiscrezioni sui social vengano diffuse in maniera scomposta, gettate in pasto all’opinione pubblica, come pastura per i pesci. Non è dato a saper se a tale pastura i lettori abbocchino, ma dagli ultimi dati delle vendite della stampa che vede un ulteriore calo del 10%, l’argomento pare interessare assai poco. 

 
 
 
 
 
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In realtà appare come un regolamento di conti tra più fazioni di interesse finanziario; un po’ come ai tempi di Vito Corleone, quando ci si preparava alla guerra tra famiglie, “mettendo i sacchi alle finestre”.

D’altronde l’avventura di Musk trova la sua epopea grazie ad un titolo evocativo: “PayPal Mafia”, coniato dalla rivista “Forbes” nel 2007, per indicare la filosofia dei suoi tredici fondatori che hanno cambiato il mondo di internet, dei servizi, dei trasporti e dei viaggi spaziali: “Trarre ispirazione l'uno dall'altro per realizzare i loro progetti, contaminarsi a vicenda per creare nuovi ecosistemi digitali, cavalcare la rivoluzione della Silicon Valley degli anni 2000 ed infine farsi ispirare dalla volontà comune di cambiare il corso della storia dell'umanità, con un ambizione ed una fame di successo che vanno al di là di ogni immaginazione.”

Di questi tredici “capo famiglia” Musk è il più potente con un patrimonio stimato di 9,7 miliardi di dollari e se si pensa che se si vive nell’Upper Side di Manhattan con un patrimonio di 50/70 milioni di dollari si viene giudicato come un poveretto, si ottiene la misura di quale “potenza di fuoco” disponga questo novello Paperone.

Salta subito agli occhi che tale potenza non è sufficiente ad offrire circa quattro volte tanto per l’acquisizione di Twitter, ma la narrazione sul personaggio Musk si è focalizzata prevalentemente sul “Upper Side Gossip Girl”, tanto per parafrasare una nota serie televisiva. Naturalmente con la complicità dello stesso Musk!

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Elon Musk (@elonrmuskk)

Ed ecco svelate le liti con Jeff Bezos e Bill Gates; le liaison oltre la moglie, non ultima Amber Heard ex moglie di Johnny Depp, in questi tempi su tutti i media a causa di un divorzio milionario. Per poi passare alle ombre di razzismo per essere cresciuto in Sud Africa, in una condizione di bianco privilegiato; alle indiscrezioni, con consueto allarme democratico, che intenderebbe ridar voce a Donald Trump, già escluso da Twitter. Fino ad arrivare all’eterna domanda, di stampo radical chic (Tom Wolf dixit!): “Ma Elon Musk è di destra o di sinistra?” E qui, per chi ne ha pruriginoso interesse, ci si può sbizzarrire a leggere le teorie tanto amene quanto inutili da parte di una pletora di opinionisti appartenenti, ca va sans dir, alla “Gauche Caviar”.

 
 
 
 
 
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Rimanendo in terra di Francia, si può cogliere l’occasione per citare Pierre-Joseph Proudhon: “La propriete, c’est le vol?”, domanda alla quale il mondo della finanza si guarda bene dal chiarire. Le scatole cinesi, dove si ammassano e si nascondono capitali enormi, hanno sostituito i fortini protetti dai sacchi di sabbia. 

 
 
 
 
 
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Se nei “salotti buoni” della società industriale del Novecento, le azioni si “pesavano, non si contavano” (Enrico Cuccia, dixit), oggi nel mondo finanziario quello a “pesare” è il tempo, ovvero la velocità con la quale si acquisiscono le informazioni e di conseguenza si chiudono le operazioni. Ecco perché tre mesi per acquistare Twitter equivalgono a un’era geologica, un lasso di tempo impensabile perché un’Opa (offerta pubblica di acquisto) vada a buon fine.

Se ne deve essere accorta (!) la stessa Sec, l’organo di controllo della borsa di Wall Street, se dopo due mesi si è messa ad indagare sulle oscillazioni del titolo di Tesla, il core business della galassia Musk, che senza spiegare qui complicati tecnicismi, ipotizza gravi reati di speculazione.

Ed ecco svelato il bluff: Elon Musk dichiara “momentaneamente sospesa” l’operazione, in pratica “E’ finita la ricreazione” (Carlo de Benedetti, dixit)!   

 
 
 
 
 
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