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Compleanno Covid: party (alternativo) in pandemia

Ieri Macarena, oggi quarantena!

By Alessandra Nava

Grazie alla pandemia potrò vantare di avere qualcosa in comune con il piccolo Leone Lucia Ferragni. Sia lui che io (insieme a moltissimi altri, siete tutti benvenuti nel club più fancy di sempre dai tempi dell’Anti Social Social Club) condividiamo due compleanni di fila in quarantena.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da FEDEZ (@fedez)

La delizia di compiere gli anni in un momento tattico, fra marzo e aprile, lontani dal Natale, dalle pagelle, dalle sessioni di laurea, che ci permetteva di accumulare più regali e attenzioni è diventata una croce.

Niente party, niente interazioni sociali, niente regali consegnati dalle mani dei nostri amici e parenti, niente soffio sulle candeline, che ora è diventato un’arma terroristica facile e veloce.

 
 
 
 
 
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Leone ha appena tre anni, sono sicura che avrà moltissimo tempo per recuperare e organizzare degli happening à la Grande Gatsby (o alla Project X, con buona pace dei suoi genitori).

Io ne ho ventitré. Sono molto fortunata, non mi manca niente, ho un lavoro, un tetto sopra la testa, posso comprarmi una torta e festeggiare con i miei genitori e mangiare tutto quello che voglio e ricevere lo stesso tanti regali. Ma vi posso assicurare che un compleanno in lockdown è davvero l’apoteosi dell’understatement e di quella austerity Montiana che sarebbe tanto piaciuto al senatore a vita una decina di anni fa.

L’anno scorso, in una calda e soleggiata domenica di fine aprile, il brivido dei miei primi ventidue anni è stato riaccendere l’auto dopo mesi per non far scaricare la batteria. Seguito poi da dei biscotti che mi sono fatta da sola, perché non so fare le torte e la mia pasticceria preferita era in un altro comune e da una videochiamata con il mio ormai ex fidanzato. Non mi ricordo neanche se ho guardato un film o qualcosa del genere la sera.

Certo è un compleanno che mi ricorderò per tutta la vita, potrò raccontare ai miei nipotini quanto mi fossi annoiata quel giorno.

Per i ventitré voglio un po’ correggere il tiro e non farmi prendere alla sprovvista. Ma come se siamo in zona rossa?

Non so, credo che alla fine improvviserò il giorno stesso, anche perché io odio il giorno del mio compleanno, in cui ricade anche l’anniversario del disastro di Chernobyl, tanto per farvi capire in che bel giorno sono nata, forse era destino.

Ecco però una piccola lista di cose che vorrei fare in questo compleanno ristretto da Mr Draghi e dal suo team:

- Comprarmi una di quelle torte glassate à la Wes Anderson da Marchesi

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Marchesi 1824 (@marchesi1824)

- Fare una videocall con la mia migliore amica, che forse si laurea proprio il giorno del mio compleanno (questa è una bellissima coincidenza). Potrei farle le congratulazioni e dimenticarmi che è anche il mio compleanno visto che lo odio

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Acrimònia Magazine (@acrimoniamagazine)

- Truccarmi bene e farmi un servizio da diva per legittimare i miei ventitré anni “splendenti e seducenti”, come dice Jennifer Garner in “30 anni in un secondo”

La torta soprammenzionata è per i miei genitori, perché anche se non ho chiesto di essere messa al mondo, loro mi hanno regalato una vita serena e piena di zucchero, cannella e ogni cosa bella (questa viene dalle Superchicche) e quindi il merito di questo giorno va più a loro che a me.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da 💖ALESSANDRA💖 (@alessandranava)

Il mio consiglio per il compleanno in lockdown alla fine è un po’ questo. Le feste più belle alla fine sono sempre dentro di noi, basta saperle far sbocciare come lo champagne o le rose.

Auguri a tutti i nostri amici del club dei compleanni in zona rossa!

Speriamo sia l’ultimo, e scaldiamo i motori per i party futuri, visto che dobbiamo recuperare.