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Ancora mettiamo in discussione il Green Pass?

Il nostro primo diritto è quello della salute

By Gianfranco Gatta

Ma la vera domanda è: “Perché la maggioranza degli italiani, l’85%, deve rimanere in ostaggio di una minoranza ottusa che più che argomentare minaccia fisicamente giornalisti, medici, insegnanti e chiunque altro rispetti la legalità?”.

Dentro quel 15%, una maionese impazzita che protesta c’è di tutto: non vaccinati, non Green Pass con vaccino o senza e no vax. Quest’ultimi si stimano in un 5% e risultano come i più accaniti e spesso violenti nella protesta, vedi le minacce al sindaco Sala di impiccarlo a testa in giù: inaccettabile!

Nel rimanente 10% c’è una variegata moltitudine, rappresentata da più posizioni: chi non può fare il vaccino per motivi di salute, chi considera il Green Pass una deviazione dei nostri diritti costituzionali e chi fa finta di non ricordare che il nostro primo diritto è quello della salute. L’obiezione è che il Green Pass nulla ha a che fare con la salute ma che è un modo subdolo per imporci la vaccinazione; altresì si tirano in ballo limitazioni al lavoro con conseguente danno per l’economia e infine che siamo l’unico Paese al mondo ad averlo introdotto.

 
 
 
 
 
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Ebbene il Green Pass ha a che fare con la nostra salute dal momento che è stato veramente un espediente per accelerare la vaccinazione di massa, tanto è vero che si è passati in poco più di un mese dal 70%, prima della sua introduzione, all’attuale 86% di vaccinati. E vi lamentate?

In una situazione di ordinaria amministrazione, l’imposizione del documento sarebbe di sicuro una grave lesione dei nostri diritti costituzionali ma qui, e c’è perfino chi lo nega, siamo di fronte ad un’emergenza di portata mondiale a causa della pandemia e l’introduzione di questo lasciapassare ha messo in sicurezza il nostro ritorno alla socialità e gli stessi posti di lavoro, permettendo il risveglio della nostra economia, come raccontano tutti gli indicatori economici. Altro che storie!

I vaccini non sono risolutivi al 100%, vero ma hanno reso una malattia devastante e spesso mortale ad una semplice patologia influenzale con raffreddore, liberando terapie intensive e posti letto in ospedale. Oggi gli unici ricoverati sono pazienti sprovvisti di vaccino e l’ultima notizia è un nuovo focolaio a Trieste, dovuto proprio alle manifestazioni dei no Green Pass, con conseguente picco di contagi in città.

Si, al momento siamo l’unico Paese al mondo ad aver reso obbligatorio il Green Pass ma non solo, la stragrande maggioranza degli italiani ha continuato a rispettare volontariamente le norme di sicurezza, come la mascherina all’aperto, il distanziamento personale e l’uso preventivo del gel. Tutto questo con grande senso di responsabilità al quale solo il Presidente Draghi ha dedicato il suo personale ringraziamento, al contrario di altri politici che in questi mesi non hanno fatto altro che rigettare le proprie responsabilità e la propria incompetenza sulla popolazione italiana, giovani in primis. Cialtroni in libertà!

 
 
 
 
 
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Mentre in Italia c’è chi sostiene che: “La partita si gioca sulla terza dose”, come il professor Crisanti, in Israele stanno valutando la somministrazione della quarta; la loro preoccupazione è per il numero di non vaccinati (650 mila su 7 milioni che avrebbero potuto farlo) e per il milione di persone che ha saltato la terza dose.

In Inghilterra sono andati veloci, molto veloci, nella somministrazione della prima, allungando i tempi per la seconda ma il peggio è che c’è stato “un libera tutti” nell’uso delle mascherine, nel distanziamento sociale con conseguente affollamento in luoghi pubblici, tipo gli stadi, con il risultato che da più di un mese registrano circa 150 decessi giornalieri e il triplo di infettati rispetto a noi.

In Europa il caso più drammatico riguarda la Romania: 226 decessi ogni milione di abitanti, mentre in Italia siamo a 8,5; al momento gli immunizzati sono il 37% della popolazione, mentre la media Ue è del 75%.

La Russia, fuori dalla Ue, ha il 40% della popolazione vaccinata, Sputnik e viaggia con 40.000 infettati e 1000 decessi al giorno.

Si potrebbe andare avanti ad oltranza a sciorinare numeri che dimostrano in maniera inconfutabile come la linea italiana, unica al mondo, sia stata preventiva, efficace e di conseguenza premiante, in risposta a critiche nel migliore dei casi ignoranti ma il più delle volte prezzolate e in consapevole malafede.

 
 
 
 
 
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Forse è arrivato il momento che la “maggioranza silenziosa” faccia sentire la propria voce con delle allegre e pacifiche manifestazioni di piazza, per tutta Italia, mostrando dei grandi cartelli con su scritto: “No ai cretini!”.