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Intervista Lorenzo Pacini Acrimònia Magazine

Intervista a Lorenzo Pacini: “Con me, la rivoluzione per Milano”

Tempo di lettura: 2 min.

Dalle anguriate nate per ascoltare i cittadini fino alla candidatura alle primarie del centrosinistra per Milano 2027. Nell'intervista ad Acrimònia Lorenzo Pacini affronta i temi della casa, della sicurezza, della Palestina, della giustizia sociale e del futuro della città.

La campagna che porterà Milano alle elezioni comunali del 2027 è ancora agli inizi, ma il dibattito politico è già entrato nel vivo. Tra i nomi che stanno attirando maggiore attenzione c’è quello di Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1 e candidato alle primarie del centrosinistra, che negli ultimi mesi ha scelto di costruire il proprio percorso attraverso un confronto diretto con i cittadini.

Sono nate così le ormai note anguriate, incontri informali organizzati nei quartieri milanesi per ascoltare idee, critiche e proposte. Un format che ha rapidamente iniziato a circolare anche sui social e che rappresenta uno degli elementi distintivi della sua campagna.

Noi di Acrimònia lo abbiamo intervistato per approfondire il suo percorso politico, capire come è nata la candidatura e affrontare alcuni dei temi più discussi del dibattito cittadino.

Durante la conversazione abbiamo ripercorso la sua esperienza da assessore del Municipio 1, chiedendogli quali siano i risultati di cui va maggiormente orgoglioso e quali, invece, siano le questioni ancora aperte che ritiene necessario affrontare nei prossimi anni.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle anguriate, al significato di questo percorso di ascolto e alla scelta di non prendere le distanze dall’attuale amministrazione, ma di rivendicare il lavoro svolto finora assumendosi, allo stesso tempo, la responsabilità di ciò che ancora non funziona.

Tra gli argomenti affrontati nell’intervista ci sono poi alcuni dei temi più delicati dell’attualità nazionale e internazionale.

Abbiamo parlato della posizione di Pacini sul conflitto israelo-palestinese, del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv e del ruolo che, secondo lui, un’amministrazione comunale può concretamente avere nel sostenere le popolazioni colpite da guerre, occupazioni e crisi umanitarie.

Naturalmente non poteva mancare il confronto sulle principali sfide che attendono Milano.

Dalla casa al costo della vita, passando per la sicurezza, il senso di appartenenza alla città, la qualità dei servizi e quella frase pronunciata durante una delle prime anguriate che ha particolarmente colpito il dibattito pubblico:

«La felicità delle persone ci deve interessare in maniera ossessiva.»

Che cosa significa tradurre un concetto come la felicità in politiche amministrative concrete? Quali sono oggi gli ostacoli che impediscono ai milanesi di vivere meglio? E quale idea di città immagina Lorenzo Pacini?

Nel corso dell’intervista affrontiamo anche il tema della sicurezza, spesso considerato un terreno esclusivo della destra, chiedendogli quale possa essere invece una proposta progressista capace di garantire una città più sicura senza rinunciare ai principi di inclusione e giustizia sociale.

C’è spazio anche per parlare di economia e redistribuzione delle risorse, uno degli aspetti più discussi della sua proposta politica, cercando di capire in termini concreti che cosa significhi, per una città come Milano, chiedere un contributo maggiore a chi possiede di più e quali effetti potrebbe avere sulla vita quotidiana dei cittadini.

Un confronto che prova ad andare oltre gli slogan e che offre l’occasione di conoscere più da vicino uno dei protagonisti della prossima corsa a Palazzo Marino.

L’intervista completa è disponibile qui sotto:

Foto di Acrimònia
2464 1594 Fabiola Graziosi
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