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Paolo Ruffini Piccolo Principe Acrimònia Magazine

Il Piccolo Principe cambia voce: Paolo Ruffini è l’Aviatore

Tempo di lettura: 2 min.

Dopo oltre 180mila spettatori in tutta Italia, lo spettacolo diretto da Stefano Genovese torna in scena per l’ultima stagione con una nuova voce: quella di Paolo Ruffini. Da Milano a Genova, passando per Latina, un classico senza tempo si prepara a cambiare ancora.

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in una storia scritta nel 1943. Il fatto che continui a porre la stessa domanda, oggi forse ancora più urgente: cosa abbiamo dimenticato diventando adulti?

È da qui che riparte “Il Piccolo Principe”, lo spettacolo teatrale prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese, che dopo quattro anni di tournée e oltre 180mila biglietti venduti si prepara a chiudere il suo percorso con una nuova edizione. E con una novità che cambia il punto di vista.

A interpretare l’Aviatore sarà Paolo Ruffini, volto trasversale della scena italiana tra cinema, televisione e teatro, capace negli ultimi anni di costruire un linguaggio che mescola intrattenimento e riflessione sociale. Il suo ingresso nello spettacolo non è solo un cambio di cast, ma una rilettura: l’Aviatore è lo sguardo adulto, quello che ha dimenticato. E quindi quello che può ancora ricordare.

Lo spettacolo debutterà in anteprima il 24 e 25 ottobre al Teatro Gabriele D’Annunzio, per poi arrivare a Milano al Teatro Carcano dal 29 ottobre al 15 novembre. Seguiranno le date al Teatro Ivo Chiesa il 5 e 6 dicembre, mentre per Torino le informazioni verranno comunicate nelle prossime settimane.

Ma ridurre tutto a una tournée sarebbe limitante. Perché questo “Piccolo Principe” non è una semplice trasposizione teatrale. È un dispositivo visivo ed emotivo costruito per tradurre in scena quello che nel libro di Antoine de Saint-Exupéry resta spesso implicito.

La regia sceglie di non affidarsi solo alle parole, ma di costruire un’esperienza immersiva che intreccia musica, canto, circo e teatro performativo. Le scene di Carmelo Giammello, i costumi di Guido Fiorato e la direzione musicale di Paolo Silvestri lavorano insieme per spostare il racconto su un piano sensoriale, più che narrativo.

Al centro resta il Piccolo Principe, interpretato ancora una volta da Nicholas Ori, presenza giovane ma già strutturata, che continua il suo percorso artistico dopo la collaborazione con Ruffini nello spettacolo “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”. Un passaggio non casuale: entrambi i progetti si muovono sullo stesso asse, quello del dialogo tra infanzia e mondo adulto.

Il successo dello spettacolo si inserisce dentro un fenomeno più ampio. “Il Piccolo Principe” è uno dei libri più tradotti al mondo, con oltre 600 lingue e dialetti, più di 200 milioni di copie vendute e una presenza costante nelle classifiche globali. Inserito da Le Monde tra i migliori libri del XX secolo, è diventato negli anni un’opera transmediale, capace di attraversare cinema, animazione, fumetto e teatro.

E forse è proprio questa sua natura ibrida a renderlo ancora attuale. In un’epoca dominata dalle immagini, Saint-Exupéry aveva già intuito qualcosa: che vedere aiuta a credere, e che l’immaginazione è uno strumento concreto, non un’evasione.

Illustrazione di Gloria Dozio – Acrimònia Studios
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