Un’edizione che guarda avanti: tra nuove generazioni, identità e il ruolo del cinema oggi, i direttori del festival raccontano cosa significa costruire uno spazio di confronto nel presente.
Quarant’anni non sono solo un anniversario. Sono un punto di osservazione. Il MiX Festival arriva a questa edizione con una domanda semplice, ma difficile da eludere: What’s Next? Un interrogativo che non riguarda solo il festival, ma il modo in cui oggi si costruiscono e si raccontano le identità, anche attraverso il cinema.
Nell’intervista per Acrimònia, i direttori del MiX Festival, Lara Vespari e Federico Manzionna, raccontano un progetto che nel tempo è diventato molto più di una rassegna cinematografica: uno spazio di visibilità, confronto e trasformazione culturale.
Una piattaforma in cui il cinema LGBTQ+ continua a essere non solo rappresentazione, ma strumento attivo per leggere il presente. La conversazione si muove tra passato e futuro: dai quarant’anni di storia del festival alle nuove generazioni, fino al ruolo che il cinema può ancora avere oggi, in un contesto in cui il dibattito pubblico è sempre più polarizzato.
E proprio per questo, forse, il MiX continua a funzionare. Perché crea uno spazio in cui il confronto non è uno scontro, ma un esercizio necessario.
Qui sotto l’intervista completa:


