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Magazzini Generali 30 anni Acrimònia Magazine

I Magazzini Generali compiono 30 anni (e Milano non è più la stessa)

Tempo di lettura: 2 min.

Dagli ex magazzini ferroviari alla nightlife europea, un libro ripercorre i 30 anni di uno spazio che ha cambiato Milano, il clubbing italiano e il modo di vivere la musica dal vivo.

Ci sono luoghi che non si limitano a esistere, ma che finiscono per ridefinire il contesto in cui nascono. I Magazzini Generali sono uno di questi.

Per celebrare i trent’anni dalla loro apertura, arriva il libro “XXX Magazzini Generali. 1995-2025”, un progetto editoriale che si muove tra archivio e racconto, tra memoria e presente, restituendo il ritratto di uno spazio che ha inciso profondamente sulla cultura musicale e notturna italiana.

Nati nel 1995 all’interno degli ex magazzini ferroviari di Milano, i Magazzini Generali sono stati fin da subito qualcosa di diverso da una semplice discoteca. L’intenzione era chiara: rompere con il modello tradizionale del clubbing e creare un luogo capace di ospitare linguaggi, pubblici e visioni differenti. Non solo musica, ma un vero e proprio polo di creatività urbana.

Nel corso degli anni, questo spazio si è trasformato in un punto di riferimento europeo, attraversato da figure che hanno segnato la storia della cultura contemporanea. Dai poeti e artisti come Allen Ginsberg e Yoko Ono, fino ai grandi nomi della musica elettronica e internazionale, tra cui Carl Cox, Jeff Mills, The Chemical Brothers, Lenny Kravitz e Mary J. Blige. Una programmazione che ha saputo mescolare generi e contesti, mantenendo sempre una direzione precisa.

Il riconoscimento arriva anche a livello istituzionale quando, nel 2005, MTV premia i Magazzini Generali come “Best Clubbing”, consacrandoli definitivamente come uno dei luoghi simbolo della nightlife europea.

Ma la loro storia non si ferma lì. Negli anni successivi, il club continua a evolversi, adattandosi ai cambiamenti della scena musicale e culturale. È il periodo in cui la nightlife milanese si apre sempre di più all’internazionale, ospitando artisti come David Guetta, Richie Hawtin, Skrillex, e diventando anche un punto di incontro per il mondo della moda grazie a serate come “Pink is Punk” di Marcelo Burlon.

Andare ai Magazzini Generali, in quegli anni, significava entrare in uno spazio in cui l’esperienza contava più del nome in lineup. Era un luogo che garantiva una promessa: trovare qualcosa di rilevante, anche senza sapere esattamente cosa.

Oggi, a trent’anni dalla sua nascita, il club continua a essere un riferimento per la musica dal vivo e l’elettronica di qualità, ospitando artisti come Sven Väth, Four Tet, Peggy Gou e Black Coffee. Un presente che non vive di nostalgia, ma che dimostra come sia possibile restare centrali continuando a trasformarsi.

Il libro, pubblicato da Emuse e curato da Stefano Astore, raccoglie fotografie d’archivio, grafiche originali e materiali inediti, affiancati dalle interviste ai protagonisti che hanno costruito questo percorso. Tra questi, Gian Carlo Soresina, Daniele Orlando e Jimmy Mahboob, insieme a Marcelo Burlon, figura chiave nella definizione dell’identità creativa del club.

Più che una celebrazione, “XXX Magazzini Generali. 1995-2025” è una riflessione su cosa significhi davvero creare un luogo culturale. Non seguire una tendenza, ma generarla. Non limitarsi a ospitare qualcosa, ma diventare il contesto in cui quel qualcosa può accadere.

Illustrazione di Gloria Dozio – Acrimònia Studios
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